"Il bosco obliquo": il nuovo thriller di Alice Bassoli
Interviste, cronaca e notizie > Archivio
28 maggio 2026
"Il bosco obliquo"
l'ultimo romanzo giallo di Alice Bassoli
(ed. Corbaccio)
(di Aurelio Armio)
Eccolo, è arrivato! Finalmente!
Inutile dire che lo stavo aspettando il nuovo libro di Alice Bassoli…
E fin dalle prime pagine si capisce che non solo rispetta le aspettative, ma va ancora oltre.
Premetto che io non sono nessuno, cioè, mi spiego, non sono un critico letterario e nemmeno (Dio me ne guardi dall’esserlo) un recensore…
Sono tutt’altra cosa: un lettore (magari anche un pochino addetto ai lavori), ma resto sempre un lettore, ed in fondo credo che siano i lettori, cioè quelli che entrano nelle librerie per acquistare i libri, che abbiamo il potere di raccontare meglio di tutti ciò che leggono, senza la presunzione di fare paragoni tra lo stile di uno scrittore (una scrittrice nel nostro caso) con questo o quell’altro o quell’altro ancora); in genere un autore è sempre sé stesso nel suo stile, ed in questo Alice non si discosta.
Anzi è lei più che mai!
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Proprio così, Alice è fedele a sé stessa, ma allo stesso tempo è sempre in continua evoluzione. Una crescita stilistica e di contenuti che la vede migliorarsi libro dopo libro, storia dopo storia.
I suoi gialli o thriller che dir si voglia, sono a mio parere decisamente fuori dagli schemi.
Per carità, sono fedeli ad una legge non scritta, ma che è fondamentale nella narrativa gialla. Quella che recita che dd un thriller, per essere tale, serve un crimine, una vittima o comunque qualcosa che sia feroce e inumano per innescare un racconto… ed in genere quella legge non scritta prevede che il morto o il crimine debba essere subito a pagina uno, al massimo a pagina due o tre, ma non troppo oltre.
Qui ce l’abbiamo un crimine: e che crimine!
Un corpo maschile senza testa trovato in un bosco dell'Appennino reggiano!
E la testa?
Boh!
Non c’è, non si trova…
Ecco! Fin qui il thriller c’è tutto!
Vero! C'è tutto!
Ma, facciamo le cose con calma: stiamo parlando di un giallo di Alice Bassoli e qui la musica cambia. Eccome se cambia!
“Il bosco obliquo” prosegue il percorso iniziato con “La ninna nanna degli alberi” e “Le streghe non dormono mai”, ma qui , come abbiamo detto, la vicenda si sposta in Appennino, non è più nelle nei nebbiosi e ovattati paesi rurali sulle sponde del Po.
Poco importa questo!
É il resto che “fa la vicenda”, una vicenda sempre nello stile di Alice, dove l’autrice va a scavare nelle vite della gente, in questo caso nelle vite controverse di chi vive in un paesino di 300 anime, un prete che si sente un po' il padre di tutti i parrocchiani, some se fosse responsabile delle loro vite… ma mica abbiamo solo lui…
Sembra forse un paradosso, ma nei romanzi di Alice, il crimine o l’omicidio passano sempre in secondo piano. A mio parere anche in questo libro il feroce omicidio che dà il là a tutta vicenda è semplicemente il collante che tiene unite le vite contorte, disperate, contraddittorie e piene di tutti quei segreti che hanno le persone e che, forse, proprio per le complicate situazioni di tutti gli abitanti di Rocchelle (è qui che si svolge la vicenda) che rende ognuno di loro un potenziale colpevole.
Il ragazzo assassinato è Francesco, un giovane tossicodipendente, odiato e disprezzato da quasi tutti… già quasi tutti… ma c’è chi lo ama e chi lo apprezza…
Come sempre nei romanzi della Bassoli, sono molti i personaggi che nelle vicende narrate si rincorrono, si inseguono, le cui vite si intrecciano o si slegano… Per me ognuno di loro è il protagonista della storia, sono tutti eroi della vicenda, anche loro malgrado se vogliamo…
Ma è proprio questa attenzione agli stati d’animo di ognuno dei personaggi descritti da Alice che rende importante la narrazione…
Credetemi non è facile per chi scrive entrare nelle pance, nelle teste, nell’anima e nel cuore di cosi tante persone diverse e, soprattutto, essere capace di renderle davvero diverse le une dalle altre… e lo dice chi ha scritto (oddio, ha provato a scrivere) qualche giallo: non è facile “essere” tante persone diverse e renderle credibili nel contesto del racconto.
Come vedete, non cito nessuno dei personaggi, non racconto nulla della vicenda… questa è solo la mia impressione di lettore…
Io sono sempre dell’idea che i libri prima debbano essere letti, magari bisogna cercare di incuriosire sui contenuti… ma svelare il meno possibile… poi debbano essere commentati.
Poi il resto, per chi è di Desenzano del Garda, lo potrà scoprire il 18 giugno 2026 presso la Biblioteca Civica di Villa Brunati, dove Alice Bassoli incontrerà i lettori.