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"L'Onda Blu": il sogno che si avvera!

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30 giugno 2026

L’ONDA BLU: IL SOGNO CHE SI AVVERA
(di A. Armio)

Mercoledì 24 giugno 2026 si è festeggiato un anniversario storia per Brescia e lo sport bresciano.
 
Ore 21:00 Multisala OZ, sala 5: la proiezione in anteprima nazionale del film “L’Onda Blu – Il sogno che si avvera”.
Ma che cos’è “L’Onda Blu”?
Ci arriviamo, ma prendiamola per gradi.
Premetto che questo articolo doveva essere pubblicato prima di quello dal titolo “Game over…”, ma il clima di attesa, preoccupazione e negatività che aleggiava da settimane e che si è accentuato attorno alle sorti della Pallacanestro Brescia ha preso il sopravvento.
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Ma questo nulla toglie, anzi, da ancora più valore, alla straordinaria ricorrenza che vado a raccontare e alla quale ho avuto l’onore ed il piacere, perché invitato, di poter condividere con i tanti amici presenti in platea.
 
Quindi, allontaniamo l’amarezza e parliamo di un evento che è stata une vera ed emozionante festa.
Partiamo dal 2009, o meglio dal 9 luglio 2009 quando nasce ufficialmente una nuova società “Basket Brescia Leonessa” per colmare il vuoto lasciato da troppo tempo, fin dai tempi eroici di Pinti Inox.
Chi ha plasmato questo nuovo progetto? Sì, dico plasmato perché di questo si tratta: una coppia di coniugi, un po' pazzi e anche visionari che, un po' biblicamente, hanno creato dalla polvere qualcosa che è diventato un prezioso gioiello, diciamo un po' come accade ai diamanti che dal niente, nel tempo, dalle viscere della terra, diventano la pietra più preziosa e splendente che esista.
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E i due pazzi e visionari? Chi sono?
Uno sicuramente un po' pazzo e visionario in fondo lo è stato, e credo lo sia ancora tutto sommato, un pazzo visionario che risponde al nome di Matteo Bonetti, grande medico e forse proprio dalla sua professione ha trovato la cura per far guarire lo sport che è da sempre nel suo DNA.
Lei forse pazza e visionaria lo è diventata perché contagiata dal marito.
Lei è Graziella Bragaglio, forse la parte razionale di quella strana pazzia che i due hanno iniziato ad ordire insieme nell’ormai lontano 2009.
Mi direte: “ma il 2009 non è poi così lontano!”
È vero in fondo! Ma se guardiamo tutto quello che è accaduto dal quel 2009 per arrivare ad oggi e come è accaduto, direi che possiamo parlare di qualcosa molto vicino ad un’epopea!
Un’epopea di nome “Onda Blu!”.
Quella che dà il titolo al film e all’evento che Fondazione B&B ha promosso e organizzato mercoledì 24 giugno, con una serata riservata agli amici per l’anteprima assoluta nazionale del film “L’Onda Blu – Il sogno di avvera”.
Un film che è prima di tutto il ricordo di un momento storico per lo sport bresciano, ma un film che è anche un regalo che Graziella Bragaglio a voluto fare prima di tutto a Matteo Bonetti, suo marito con il quale ha condiviso un sogno che si è avverato; ma quello di Graziella è anche un regalo alla città e al territorio, un regalo a tutti coloro che hanno iniziato con loro un viaggio meraviglioso e a tutti quelli che nel corso degli anni si sono uniti per proseguire nel viaggio.
Perché la data scelta è quella del 24 giugno 2026?
Perché il 24 giugno 2016, il 24 giugno di 10 anni fa, l’allora “Centrale del Latte Brescia” sconfiggeva in gara 5 al mitico palazzetto San Filippo la Fortitudo Bologna e conquistava la promozione nella Seria A Nazionale: per pochi giorni non erano trascorsi 7 anni dagli inizi del viaggio, del sogno.
Un miracolo sportivo?
NO! Per niente! Forse anche...
Ma è stato il frutto di tanto lavoro, tanta programmazione, tanta serietà e un gruppo coeso all’inverosimile che ha trovato ancora più coesione quando tutto per la squadra sul parquet sembrava si stesse complicando e sgretolando sotto i loro piedi: ma qualcosa è successo, anche perché qualcuno ha portato nuova energia e determinazione.
Ma torniamo agli inizi, nel 2009 si parte iniziando dai dilettanti e inizia la scalata verso la vetta. Arriva poi la promozione in A2 in un’annata comunque travagliata che ha però un sussulto con l’arrivo sulla panchina della Leonessa di un nome importante del basket italiano, Sandro Dell’Agnello che da allenatore si è seduto sulle panchine di Reggio, Livorno e Reyer Venezia e da atleta ha vestito colori importanti tra i quali spiccano quelli di Juvecaserta, Mens Sana Siena, Roseto e Reggio Emilia… e della Nazionale.
Fino al 2015 la Leonessa lotta in A2 dimostrandosi sempre squadra ostica e combattiva, ma senza riuscire a fare l’acuto giusto per il balzo in A1.
La stagione 2015/2016 è quella che corona il lavoro di tanti anni di impegno e sacrifici: accompagnata e trascinata dall’impetuosa Onda Blu del proprio pubblico, dei proprio tifosi, quegli “Irriducibili” che sono considerati sa sempre una delle migliori tifoserie italiane, il sogno si concretizza: la promozione in Serie A e un nuovo inizio che ha portato a risultati anche impensabili. Una squadra che ha vinto una Coppa Italia ed è stabilmente tra le prime quattro, trovandosi allo stesso livello con Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia, cioè storia e leggenda della pallacanestro italiana fuse insieme… Ebbene: Brescia è li con loro raggiungendo più volte le semifinali scudetto e anche una finale scudetto.
Ebbene: la storia dal 2016 ad oggi non c’entra con la narrazione del film che si chiude al 24 giugno 2016, ma la storia recente è figlia di quel 24 giugno. Mi permetto di citarla, la storia recente, perché mentre mercoledì sera eravamo nella sala a festeggiare e ad applaudire gli eroi di 10 anni fa, l’animo di tutti quanti i presenti avevo una forte sofferenza nel cuore causata da una grande incertezza sul futuro… e questo, nel bene o nel male, sarà un’altra storia.
Fermiamoci quindi all’interno sala 5 della Multisala OZ e rimaniamo col ricordo ai tanti momenti emozionanti vissuti nell’assistere alla proiezione del film e, prima e dopo, all’alternarsi di tantissimi protagonisti della realizzazione del sogno.
Iniziando dai due artifici principali di questo capolavoro: Matteo Bonetti che dall’inizio alla fine della serata è stato travolto da mille emozioni e Graziella Bragaglio (“c’è una sola presidente” il coro degli “Irriducibili” al quale si sono aggiunti tutti in platea) che la sua emozione è sicuramente riuscita a contenerla.
 
Poi Matteo Bonetti ho chiamato colui che definisce simpaticamente suo papà: Franco Dusina, storico presidente della Centrale del Latte che, con un importante intervento, anche divertente, ha raccontato come è nata la sponsorizzazione Centrale del Latte per Basket Leonessa, per poi concludere con un monito e un invito (“Una Ferrari in meno e un po' di sport in più) agli imprenditori e alle aziende di sostenere lo sport, perché sostenere lo sport non solo fa bene allo sport ma fa bene anche alle aziende per le sponsorizzazioni allo sport portano sempre un buon ritorno.
A loro si sono alternati Sandro Santoro, il grande architetto che ha saputo costruire sempre grandi squadre e che ha il merito di aver compiuto un capolavoro (ne parlerò più avanti). E poi Andrea Diana il coach della storica promozione e dei primi anni in Serie A, con il suo assistant coach Max Giannoni, e tanti atleti che sono intervenuti: Franko Bushati, Marco Passera e Mirza Alibegovic, con capitan Alessandro Cittadini e Juan Fernandez che hanno portato il loro commosso contributo con due toccanti video. Importante anche la presenza e la testimonianza di Emilio Del Bono che era Sindaco negli anni della risalita e importante con la sua amministrazione per la realizzazione del PalaLeonessa (uno dei palazzetti più temuti per il calore bruciante della sua Onda Blu).
Così come ci sono stati dei video messaggi i importanti personalità e coach del basket italiano ed internazionale iniziando da Dan Peterson (un’icona del basket), Ettore Messina, Sergio Scariolo grande coach (e bresciano), a loro si anche il Poz, ovvero Gianmarco Pozzetto grande giocatore e grande coach e per finire Dino Meneghin…
Chi leggerà l’articolo ed era presente mercoledì in platea, avrà notato di sicuro che manca un nome, un nome che merita un capitolo a parte…
Nel 2016, nel campionato di A2, quando sembrava che tutto stesse per sciogliersi, dopo un girone d’andata stradominato, ecco il ritorno e con esso una crisi di risultati e in parte di identità.
Capita che Matteo Bonetti e Sandro Santoro si parlano per capire come fare e riprendere il cammino. Ne esce che ci vorrebbe un innesto importante in squadra.
E qui Bonetti dice la battuta del secolo: “Ci vorrebbe uno come David Moss”.
Risultato? Mai fare battute del genere a Santoro!
Per capire chi è David Moss, immagino che molti non lo conoscano, come molti che leggeranno non conosceranno tanti altri protagonisti citati nell’articolo.
Comunque, Davis Moss è un giovanotto che già all’epoca aveva lasciato segni importantissimi nella pallacanestro italiana: in Italia dal 2007, prima a Jesi e poi a Teramo. E poi dal 2009, ovunque è stato ha vinto: Mens Sana Siena, Virtus Bologna e Olimpia Milano.
Poi, boh! L’oblio!
Ed è partendo da quell’oblio che Santoro prende alla lettera quel “Ci vorrebbe uno come David Moss”: lo rintraccia a Chicago, la sua città, dove si allena con i ragazzi di una squadra di studenti.
Risultato: “Mi è sembrata una bella opportunità e una grande sfida per costruire qualcosa di nuovo” è più o meno quello che ha detto Moss…
E Moss è arrivato nel 2016, prima era visto come un totem, un giocatore immenso che ha giocato decine di partite in Eurolega, poi dal quel 2016 è diventato uno dei pilastri della Leonessa, diventandone il capitano ed è stato lui a sollevare la mitica Coppa Italia nel 2023.
In chiusura della serata Graziella Bragaglio nel rinnovare i saluti e i ringraziamenti a tutti i presenti per essere stati con lei e Matteo in questa importante ricorrenza, ha anche aggiunto che sarebbe davvero bello poter portare il film nelle scuole perché sarebbe davvero un grande insegnamento per i giovani. Un’avventura che ha molteplici aspetti di insegnamento e crescita per i giovani, per i ragazzi: potrebbe insegnare cosa è veramente lo sport, quello vero, quello sano e al di fuori di meccanismi economici; potrebbe insegnare che i sogni vanno inseguiti con costanza, dedizione e caparbietà, perché solo in questo modo possono realizzarsi; e infine potrebbe insegnare anche cosa significa l’essere uniti per lottare coesi per perseguire un obiettivo comune e, ultimo, ma non ultimo, cosa significa anche l’amicizia, quella vera che si consolida e rimane nel tempo, quell’amicizia che ha fatto riunire tutti i protagonisti di magico 24 giugno 2016 nello stesso giorno, ma dieci anni dopo, eppure sembrava che il tempo non fosse trascorso per loro e per le emozioni che hanno rivissuto insieme come quella sera di 10 anni prima.
Già: quella di mercoledì 24 giugno è stata davvero una serata emozionante, una serata dove passione, partecipazione, amore anche folle per dei colori, i colori di quell’Onda Blu che ha appassionato migliaia e migliaia di persone, in testa a loro quegli “Irriducibili” che con i loro cori, non solo nella bolgia del tifo del PalaLeonessa, ma anche in tutti i palazzetti d’Italia (c’erano anche a Trapani lo scorso anno nella semifinale PalyOff).
Eppure penso che ognuna delle persone presenti in sala, avesse nel profondo del cuore dell’amarezza per qualcosa che doveva accadere e di cui ancora adesso, a mezzogiorno di venerdì 26 ancora nulla si sa: il timore, forse più di un timore, è che quell’Onda Blu possa rimanere scolpita solo nella storia e ricorda come un vero capolavoro.
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Redazione: Desenzano del Garda
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