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Tappa 10 - 19/06/2021

Rubriche > 3x3: 3 domande e 3 risposte a cura del Dott. Pagnoncelli
Tappa n. 10
La rubrica ha l’obiettivo di stimolare periodicamente chi legge con spunti puntuali e/o con esperienze di vita intense, vive e vitali. Ciò per aiutare ad agire e a reagire contro l’inedia, la passività, il qualunquismo; a maggior ragione nell’attuale situazione legata al coronavirus. In questa decima tappa ho posto io alcune domande a Natàlia, un’insegnante di scuola superiore di secondo grado e ho raccolto copioso materiale che qui sintetizzo in tre punti.

La passione nel sapere e nell’insegnare

1. Riporto una lettera che questa insegnante ha scritto ai suoi 38 alunni alla fine dell’attuale anno scolastico.

“Cari ragazzi vi saluto tutti e vi dico che sono felicissima di avervi conosciuto ed essere stata con voi… mi mancate già! Vi auguro un avvenire il più possibile positivo! Impegnatevi a crescere e a costruire la vostra vita: avete il mondo nelle vostre mani! E anche nella vostra testa e nel vostro cuore!!! Testa e cuore metteteli SEMPRE in tutto ciò che farete. È questo il segreto per sentirvi al “posto giusto” SEMPRE, anche se non è ciò che gli altri considerano tale o che avevate “pre-visto” per voi. Lo scrivo con cognizione di causa: è quello che è successo a me quest’anno con voi, il più bel periodo di lavoro della mia vita finora. Grazie a tutti voi! Vi voglio bene. E posso permettermi un “proibitissimo” bacione a tutti voi!   Prof. Natalia”.

Forse a qualcuno potrà sembrare esagerato, ma ho raccolto altre testimonianze di stima verso questa docente assolutamente spontanee e pure numerose. Credo che la prof. Natalia abbia attuato quello che ha affermato il filosofo e vescovo Agostino d’Ippona, vissuto tra il 354 e il 430 dopo Cristo: “Ama e fa’ ciò che vuoi”.
E ci sarebbero da citare decine di altri autori antichi e moderni che trattano della passione forte che serve mettere nell’insegnamento e nell’educazione. Tra i tanti autori faccio riferimento soltanto allo psicoanalista contemporaneo Massimo Recalcati che in un suo libro tratta dell’erotica dell’insegnamento, che trasforma l’oggetto del sapere in oggetto erotico: appunto per la passione che traspare in chi insegna.

2. Insegnare con l’intelligenza emotiva

Riporto solo due passaggi, il primo della prof. Natalia e il secondo di una sua collega.
“Nei giorni scorsi perfino un alunno che io chiamo ‘il principino pakistano’ perché studioso ed educatissimo, mi ha emozionato comunicandomi che non frequenterà il corso per diventare odontotecnico, ma che si iscriverà a odontoiatria. Egli mi ha annunciato: “Prof, ha ragione lei quando dice che dobbiamo catturare i nostri sogni”. Ha pure voluto fare un selfie con me e mi ha inviato la foto tra i fiori rosa”.
La collega di sostegno così scrive: “Grazie, Natalia, per aver condiviso con me queste emozioni, spero proprio che ritornerai tra noi perché il sostegno ha bisogno di persone come te, persone empatiche e, nello stesso tempo, veramente grintose. Ti ringrazio anche a nome dell’Istituto e delle famiglie per come hai lavorato con gli alunni, mettendoci passione”.
La scuola non è solo conoscenza e fare secondo un modello esclusivamente trasmissivo, ma è anche educazione dell’intelligenza emotiva, stimolo per essere se stessi in modo unico e irripetibile. Perché noi sappiamo più di quello che comprendiamo.  
D’altronde, come noi ricordiamo i nostri insegnanti? Per i “tipi” che erano e per la loro personalità, più per come insegnavano che per cosa spiegavano.
Prima dei contenuti, prima delle metodologie, prima della tecnologia, prima di tutto la scuola è relazione, relazione empatica.

3. Educare l’intelligenza sociale

Racconta la prof. Natalia: “In una prima classe i ragazzi hanno insistito perché un alunno diversamente abile che seguivo non cambiasse sezione, come egli avrebbe voluto. Per me è stato un fantastico risultato dovuto al fatto che quest’anno abbiamo lavorato sul “fare gruppo”, sul far sentire ognuno parte del gruppo. Anche la mamma è d’accordo: il prossimo anno iscriverà il figlio nella medesima sezione di quest’anno”.
La scuola è il luogo per eccellenza di convivenza (o dovrebbe esserlo), di convivialità, di compartecipazione emotiva, di sviluppo dell’intelligenza sociale. Alfred Adler, uno dei padri fondatori della psicologia del profondo assieme a Freud e Jung, ha affermato: “Il sentimento sociale è il barometro della normalità”. Più il sentimento sociale si affievolisce o addirittura sparisce, più le problematiche psicosociali e le patologie psichiche si aggravano.
A questo punto, cara prof. Natalia, le scrivo io: “Complimenti di cuore! Lei è stata “promossa” e ha superato nel miglior modo possibile l’abilitazione all’insegnamento, con aggiunta dell’encomio per la sua passione viscerale (termine spesso utilizzato in senso riduttivo o dispregiativo) per l’insegnamento; lo risottolineo, per la passione viscerale per i suoi alunni. Per cui lei si merita il voto di 110… e cuore con bacio accademico… ”proibitissimo”.
Certamente la passione con cui vengono trasmessi i contenuti scolastici ha salvato, salva e salverà molti alunni: questo lo confermo e l’ho verificato costantemente anche nella mia ventennale esperienza come responsabile di un originale Servizio Psicologico di Sistema.


Davide Pagnoncelli è Psicologo e Psicoterapeuta, formato in Teatroterapia e in Arteterapia. Oltre all’attività clinica, ha un’esperienza ventennale nell’ambito della psicologia scolastica come responsabile di un originale Servizio Psicologico di sistema.  Egli si definisce “allargacervelli” (non più “strizzacervelli”) perché il suo cervello e quello altrui preferisce allargarlo, ampliando prospettive. Ha scritto il libro “Figli felici a scuola”, Bruno Editore, Roma 2018. In particolare è impegnato in progetti pilota per approfondire il rapporto tra le varie forme di arte, in particolare la poesia, con la psicologia e con la psicoanalisi. In tal senso ha ideato nuovi progetti denominati Art Artist Therapy (AATH): un altro modo di gustare e di rivivere la personalità, l’intelligenza emotiva e il percorso creativo dell’artista connesso alle produzioni artistiche. Email: allargacervelli@gmail.com



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