L'anno che verrà - L'Astrolabio Online Magazine

L'ASTROLABIO ONLINE
Magazine di Arte Cultura Territorio Ambiente Società
Vai ai contenuti

L'anno che verrà

Rubriche > Scuola di Franco Fabris
L’anno scolastico 2019/2020, almeno quello vissuto a distanza, se ne è andato in archivio una ventina di giorni fa con i saluti finali, rigorosamente a distanza anche quelli, tra docenti e alunni.
Alcuni si son dati appuntamento a settembre in presenza, altri, docenti con incarico annuale, hanno augurato uno speranzoso arrivederci.
Ben lontani, dunque, i tempi dei saggi o delle feste di fine anno, con la presenza a volte dei genitori, che hanno sempre contraddistinto l’ultimo giorno di scuola nei vari gradi d’istruzione.
Gli alunni delle classi quinte della scuola primaria non hanno avuto modo di salutare di persona le maestre che li hanno seguiti per cinque anni, così come gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado che hanno visto i docenti per l’ultima volta online, giusto per discutere un elaborato conclusivo, lontano parente dell’esame di stato conclusivo del primo ciclo, primo vero esame che gli studenti italiani affrontano dopo otto anni di scuola. Unica eccezione è stata concessa ai maturandi che hanno salutato i propri docenti attraverso uno scambio di sguardi, vista la presenza tassativa della mascherina. Mentre scrivo queste righe continuano a rimbalzarmi nella mente le parole della canzone di Lucio Dalla “L’anno che verrà”. Certo, la tematica della canzone non ha nulla a che fare con il mondo della scuola, però, a soli due mesi di distanza dal primo settembre, è lecito porsi delle domande partendo proprio dal titolo della canzone di Dalla: come sarà l’anno scolastico che verrà? Allo stato attuale regna ancora l’incertezza.
Sostieni L'Astrolabio
Dona con PayPal
un piccolo contributo
per noi è un grande tesoro
ci aiuterai a fare informazione
Le linee guida, varate sino ad ora dal ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, sembrerebbero prendere la strada di una integrazione tra didattica in presenza e a distanza con una estensione del tempo scuola al sabato, dichiarando, dunque, addio alla settimana corta. Ingressi scaglionati, turni, divisione delle classi dovrebbero agevolare il mantenimento delle distanze a scuola evitando troppi assembramenti. E’ chiaro che alla base di una ripresa della scuola a settembre ci debbano essere, oltre a queste linee generali, alcune condizioni fondamentali tra cui l’organico a pieno regime. In questi giorni moltissimi sono i docenti precari che stanno compilando la domanda di partecipazione al concorso ordinario e straordinario le cui prove dovrebbero svolgersi a settembre. Nel frattempo verranno aggiornate nei mesi estivi le graduatorie del personale docente di seconda e terza fascia a cui attingere sin da subito. Alla base di queste indicazioni generiche vi è, anche, l’organizzazione di ogni istituto in base all’autonomia scolastica, ovvero ogni dirigente avrà ampia autonomia proprio sugli orari delle lezioni e sui luoghi più adatti per ospitarle. Si potranno, quindi, riconfigurare le classi, accordarsi anche con gli enti locali per trovare nuovi spazi. Di fronte a tutte queste ipotesi, che verranno vagliate nel periodo estivo, una certezza, comunque, c’è. La prima campanella dell’anno scolastico 2020/2021 suonerà il 14 settembre, più di sei mesi dopo il 22 febbraio, giorno in cui suonò, per l’ultima volta, in presenza.
L'Astrolabio di Swanbook
Redazione: Desenzano del Garda
Contattaci:
redazione@lastrolabio.swanbook.eu
Torna ai contenuti