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The Whinstone: il rock non muore mai ... anzi si rigenera

Rubriche > Interviste e inchieste
La musica accompagna l’uomo da sempre, nei millenni si è sviluppata in una miriade di forme e generi musicali diversi: esisteva già migliaia di anni prima di Cristo, esiste tuttora esisterà fino all’infinito.
Grazie a radio, televisione e mille altri modi per ascoltarla la musica è un’amica fedele che accompagna ognuno di noi quotidianamente, non credo esista una persona che non ascolti almeno un brano musicale o una canzone al giorno.
I generi musicali sono davvero infiniti, alcuni nascono e spariscono come meteore, pochi reggono nel tempo e ancora meno riescono a rigenerarsi, un genere musicale certamente non morirà mai: il rock duro, in tutte le sue colorazioni, quello che è universalmente riconosciuto con Hard Rock!
Che cos’è l’Hard Rock? È una musica fatta di energia pura, di ritmi trascinanti, di riff martellanti.
Qualche settimana fa sul nostro magazine abbiamo raccontato la storia di una band che è durata come un battito d’ali, proprio un niente, nel panorama musicale degli anni ’60, una band nata nell’underground inglesi di quegli anni, gli Yardbirds.
Forse è grazie a loro che è nato l’hard rock, o meglio grazie alla litigiosità dei componenti del gruppo.
Già perché dalle loro ceneri sono nati i Led Zeppelin e con loro è nato l’hard rock.  
Questo breve cappello iniziale forse serve solo a prendere tempo, o forse serve invece per arrivare piano piano, al nocciolo della questione o, per meglio dire, al succo del discorso.
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Roberto Fenocchio
Ancora oggi la musica rock è ascoltata e suonata ovunque, numerosissime sono le cover band o le tribute band che hanno in repertorio i classici delle grandi band degli anni ‘70/’80.
Ai loro concerti è bello scoprire che non vi assistono solo nostalgici 40/50/60 anni di quel genere musicale, ma vediamo molti giovani entusiasti.
Spesso sul palco troviamo band formate da giovani ragazzi, ma a volte i ragazzi che suonano sono ‘giovanotti’ che si aggirano attorno ai 40/50 anni, e nella maggior parte dei casi sono ‘giovanotti insospettabili’.
Oggi incontriamo Roberto Fenocchio, il front man di una di queste band di ‘insospettabili’: The Whinstone, rocker’s bresciani.
Una conoscenza nata casualmente, e non per merito o colpa della musica, ma sui luoghi di lavoro.
E proprio con uno dei fondatori della band vogliamo parlare di rock e di musica, del loro rock e della loro musica.
Ben trovato Roberto, raccontaci di Whinstone. Come è nata la band? Chi sono gli altri membri?

Ciao Aurelio è un piacere parlarti della mia passione e della band, la formazione attuale; oltre a me alla voce, Davide Zubbi alla chitarra, Fabrizio Penocchio alla batteria, Marco Rosa al basso, Luca Marino alle tastiere.  
La band nasce negli anni 80, le opportunità di esibirsi sono le feste di paese o le feste politiche, quando si dava piu spazio alla musica che alle salamine, poi i locali, le manifestazioni musicali, i concorsi musicali, ne abbiamo organizzati anche noi, le birrerie, le feste dei Biker.
l’amicizia tra il sottoscritto, Davide e Fabrizio  ci ha portato a a condividere  fino ad ora questa avventura, insieme naturalmente ad altri amici.
Davide Zubbi
Io parlavo di ‘insospettabili’, riferendomi ai componenti della band. Tutto sommato, come nel tuo caso, siete tutti professionisti affermati nelle rispettive professioni. Per chi vi incontra in ambito lavorativo, nel 90% dei casi, non sospetta di trovarsi di fronte a una specie di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Questa vostra doppia veste quanto vi gratifica?

Non è la prima volta che generiamo questa impressione, stupire le persone è sempre divertente, però specifico sempre che non faccio liscio.
Fabrizio Penocchio
Essere professionisti con mansioni di responsabilità nel vostro lavoro è di aiuto all’essere rocker nel tempo libero e viceversa essere rocker porta benefici alla vostra professionalità sul lavoro?
 
L’Hard Rock è virtuosismo, è emozione, è coinvolgimento, spesso devi mettere  in gioco le tue capacità, devi saper improvvisare e devi crederci se vuoi che anche gli altri ci credano, questo vale in entrambe le situazioni, poi fare una cosa che ti piace è una valvola di sfogo veramente importante.
Marco Rosa
Il vostro repertorio si basa principalmente su Zeppelin, Deep Purple, Van Halen, Raimbow e ACDC: quanto è seguito dal pubblico questo genere?

La scelta del repertorio è un costante compromesso tra quello che piace a noi e quello che piace al pubblico, l’obbiettivo “divertirsi per far divertire”
Preparare un brano complicato, dove devi sudare per far si che funzioni è appagante, ma spesso non sortisce lo stesso effetto su chi ascolta, allora lo tieni nel cilindro e lo tiri fuori quando capisci che dall’altra parte che c’è qualcuno a cui può piacere, abbiamo anche qualche brano nostro che ogni tanto inseriamo  
la scelta di non essere una tribute band ci ha fatto perdere qualche opportunità di suonare in determinati locali, ma ci piace pensare di poter offrire uno spettacolo che possa coinvolgere tutti gli appassionati del genere e ci permette di poter mettere un pochino di noi nei brani che facciamo.  
Da chi è formato il pubblico che segue le vostre esibizioni?

Posso affermare che i grandi classici del Rock attirano chi ha vissuto quel periodo, ma anche ragazzi che si avvicinano al mondo della musica per suonare uno strumento, mi piace quando finito di suonare i ragazzi si fermano per parlare degli strumenti, del brano, poi ti accorgi che ti stanno dando del LEI e un pò brucia, perchè per noi l’entiusiamo è lo stesso, ma gli anni sono parecchi di più.
Quali sono le ambizioni di Whinstone?

Condividere con gli altri la passione per la musica.
Come dicevo prima “divertirsi per divertire” la soddisfazione piu grande è quando riesci a trasmettere emozioni e il pubblico ti ricambia facendole provare a te.     
Luca Marino
Non vi è mai capitato di immaginarvi sul palco a 70 anni è più e belli pieni di rughe, come sono ora Keith Richards e Mick Jagger, e con Charlie Watts che ha la fortuna almeno di dover stare seduto?

Quando ami una cosa speri che non finisca mai, certo la vedo dura suonare i led Zeppelin in casa di riposo piu che altro per gli altri ospiti.


Ringraziamo Roberto Fenocchio per questa breve ma piacevole chiacchierata, con l'augurio di ritrovarci ancora fra 10,20 o 30 anni a parlare ancora di rock e di Whinstone.

L'Astrolabio di Swanbook
Redazione: Desenzano del Garda
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